Krònos & Kyanòs

 

 

 

Kronos & Kyanos....tra Kairos e Zeus

ovvero: gita dei Titani alla scoperta del papiro”attraversando” mitologia e storia.

 

  Unico e singolare è il luogo in cui cresce in modo naturale il papiro, lungo le sponde del fiume Ciane (in greco kyane), così chiamato per il colore azzurro (kyanos),  piccolo affluente del fiume Anapo, a Siracusa, destinazione della gradevolissima gita dei Titani di domenica 26 maggio.

   La sorpresa dell'iniziale turbolenza meteo riservataci da Zeus, figlio dei Titani Kronos e Rea, che sembrava volesse condividere con noi i doni dei Ciclopi, e cioè il tuono, il fulmine e il lampo e che mai avrebbe comunque fermato l'entusiasmo di titani e titanesse, ha poi lasciato spazio ad una rassicurante giornata soleggiata (segno di approvazione del dio degli dei, dispensatore degli eventi atmosferici), piena di luce e di calore.

  Il nostro itinerario alla scoperta di queste piante affascinanti, dai caratteristici ciuffi a forma di ombrello, lungo la fonte del Ciane, è stato arricchito dalla descrizione appassionata dei barcaioli che, su piccole lance bianche, ci hanno condotti verso la “fonte azzurra”, chiamata ancora “lago dei coccodrilli”. Che il papiro sia stato importato in questa zona dagli Egizi, come vogliono alcuni studiosi, o sia autoctono, secondo altri, certo è che  ufficialmente  è un  bene culturale da tutelare.

 Dinanzi alla splendida natura del luogo, sono tornate alla mente storie fantastiche di ninfe, divinità e personaggi mitologici, scaturite dalle emozioni e dalla fantasia che solo una straordinaria e rara bellezza naturale a sua volta  origina.

 

 

Un itinerario, insomma, per anime green, che ha suscitato l'incanto e l'immaginario, tra le Naiadi, ninfe delle acque dolci, e altre figlie di Zeus (sempre lui!). E come  affermava Aristotele “Chi prova un senso di dubbio e di meraviglia riconosce di non sapere; ed è per questo che anche colui che ama il mito è, in certo qual modo, filosofo: il mito, infatti, è costituito da un insieme di cose che destano meraviglia”. Noi ci spieghiamo storicamente il perché della nostra condizione sociale, politica, ecc. I primitivi se lo spiegavano miticamente, riferendolo all'origine, in un tempo non cronologico ma qualitativo, fuori dal tempo cronologico, di altra natura.

Ecco che Kronos dio del tempo, lascia spazio a Kairos "un tempo nel mezzo", un momento di un periodo di tempo indeterminato nel quale "qualcosa" di speciale accade. Mentre kronos è quantitativo, kairos ha una natura qualitativa. E ritornando tra noi comuni mortali, l'oscillare del tempo in tutto il suo significato è ricollegabile alla giornata trascorsa, caratterizzata da vari momenti quali le consuete prove di abilita' regolaristica alla partenza (con successive premiazioni)  e  l'assemblea dei Soci, a conclusione dell'ulteriore  percorso sensoriale (leggasi pranzo, in questo caso) quantitativamente e qualitativamente convergenti.

 L'atmosfera è stata come sempre serena e divertente, piacevole anche durante la trattazione del consuntivo/preventivo dell'anno.  Fabio Barbagallo, Coadiuvato da Giuseppe Di Mauro, Toti Finocchiaro,Giovanni Pennisi hanno illustrato il calendario delle prossime entusiasmanti manifestazioni, che si arricchiranno di sorprese ed importanti partecipazioni straordinarie.

 

   Ma rituffandoci (certamente non nel Ciane) nelle leggende riguardanti più amene e avvenenti figure quali le ninfe, la storia si intreccia con la mitologia quando, nell’VIII secolo a.C., i Greci colonizzarono l’isolotto dell’Ortigia e tutta la zona a ovest che oggi si chiama Porto Grande di Siracusa era una palude, la Siraka alimentata dal fiume Anapo e dal suo affluente Ciane. Leggenda vuole che qui sorgesse un tempietto votivo dedicato a una ninfa le cui lacrime si tramutavano appunto in acqua. I fiumi Ciane e Anapo, il cui corso si unifica nel tratto finale per riversarsi in una foce unica nel Porto Grande di Siracusa, si ricollegano al mito. Ancora una volta la leggenda parla di un amore “divino” finito in tragedia. Persefone, figlia di Zeus e di Demetra, dea della vegetazione e dell’agricoltura, era intenta a cogliere fiori insieme ad alcune ninfe presso le rive del lago Pergusa. Improvvisamente, dal suo regno sotterraneo sbucò fuori Ade, innamorato della fanciulla, che per non perdere tempo in corteggiamenti e soprattutto per evitare di chiedere la mano di Persefone al fratello Zeus, decise di rapirla. Fu la ninfa Ciane a reagire al rapimento aggrappandosi al cocchio di Ade nel tentativo disperato di trattenerlo. Il dio incollerito, la percosse col suo scettro trasformandola in una doppia sorgente dalle acque color turchino. Il giovane Anapo, innamorato della ninfa Ciane, vistosi liquefare la fidanzata, si fece mutare anch’egli nel fiume che ancor oggi, al termine del suo percorso si unisce nelle acque al Ciane, per versasi nel Porto Grande. Si narra che Zeus convinse il perfido fratello a trattenere Persefone nell’Ade per quattro mesi all’anno, i mesi in cui la madre Demetra, adirata, ci manda l’inverno, mentre nei restanti otto mesi ritorna sulla terra insieme ai mesi primaverili, estivi e autunnali.

 Concludendo, mi piace condividere qualcosa di veramente bello, scritto mirabilmente da Giuseppe Lazzaro Danzuso, un prezioso frammento descrittivo  sull' incantevole luogo, unico e singolare, meta del nostro raduno:

Scivolando pianamente sull’acqua vi sembrerà, soprattutto nel caldo della bella stagione, di viaggiare per miglia e miglia, allontanandovi sempre più dalla Sicilia, sino a giungere nell’Egitto più esotico. Protagonista principale dello straordinario spettacolo che si offrirà ai vostri occhi durante il percorso è indubbiamente il papiro, ma attorno a lui fanno da coro innumerevoli comprimari: le piante acquatiche, la cannuccia, il nasturzio, la gliceria, l’iris, il ranuncolo, la menta acquatica e più in là, oltre la riva, frassini, salici piangenti, pioppi.

E poi gli uccelli che riempiono il cielo di voli e richiami: l’aggraziata gallinella d’acqua, ma anche usignoli di fiume, salciaiole e forapaglie. E sotto il pelo dell’acqua chiarissima della fonte, un brulicar di pesci. Regista di questa meravigliosa rappresentazione, il sole, che col passare delle ore, muta i tratti dello scenario della fonte rendendolo sempre più suggestivo: sono gli ultimi raggi, quelli dorati del tramonto, che tingono l’acqua di colori incredibili, a rendere indimenticabile la visione.”

 

Un caro saluto a tutti i Titani e Titanesse.

Alla prossima!

                                        Maria Teresa Rizzarelli Randazzo

                         Socia incaricata alle Pubbliche Relazioni

 

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