Home

La Quarta Etnasprint-2017

Turismo, cultura, arte, storia: gli elementi basilari della coinvolgente 4^ edizione di “ETNASPRINT” caratterizzata, come consuetudine, dalle prove di abilità cronometrica valide per le finali Asi, ma soprattutto dalla scoperta o ri-scoperta di bellezze architettoniche, naturalistiche e paesaggistiche. L'atmosfera è stata come sempre serena e divertente, per certi versi “rovente”, ricco e mai banale il calendario che ha previsto percorsi che hanno coniugato cultura e natura, onorati per la partecipazione del Presidente ASI Roberto Loi, nonchè del vice Presidente Pietro Piacquadio e del commissario manifestazioni Salvatore Viva.

L'entusiasmante edizione ha avuto inizio nella bella e calda (anche troppo!) piazza Duomo a Giarre (CT) dove ci siamo ritrovati per l'accoglienza e l'accreditamento e da cui siamo partiti, destinazione Portorosa, seguendo l'itinerario come da road-book. Percorsi affascinanti e inusitati hanno permesso di scoprire luoghi incontaminati e sconosciuti o dimenticati, immergendoci nella natura in continuo mutamento e con caratteristiche “tutte sicule”: talvolta aspra ma anche dolce, talora accogliente ma anche inaccessibile, laddove rigogliosa e superba, a tratti umiliata ma pronta ad ergersi prepotentemente...

Giunti a Portorosa al Villaggio Valtur ( l'hotel Hilton degli anni precedenti), abbiamo trascorso la prima delle piacevolissime serate. La mattina del giorno dopo ha visto impegnati gli equipaggi per la partenza, il breafing presso il piazzale a Portorosa e un giretto a Patti Marina. Alcune mogli (provate ad indovinare...) hanno preferito godere dello splendido mare della zona, usufruendo della comoda spiaggia privata attrezzata o della piscina dell'hotel.

Dopo pranzo, il bellissimo evento a Montalbano Elicona, inserito tra i "borghi medievali più belli d'Italia".

Lasciate le auto in mostra statica nella piazza centrale, ci siamo tutti ritrovati immersi nel fascino del medioevo in occasione della festa medievale di primavera che si diramava in tutto il centro storicoche, con le sue case di pietra, i vicoli, le chiese, la Basilica Minore, il castello svevo-aragonese, i portali dei palazzi patrizi, si è tramutato accogliendo sbandieratori, cavalieri, falconeri, dame e musicisti.

Presso il bellissimo Castello ha avuto luogo l'interessante conferenza, cui hanno presenziato il Presidente e il Vicepresidente ASI, del prof. Gaetano Pantano, già insegnante di disegno e storia dell'arte che vive a Montalbano Elicona, al quale abbiamo consegnato il premio alla cultura “Titano d'argento”.

Il Prof. Gaetano Pantano ha scoperto e studiato molti megaliti, intorno ai quali aleggia ancora un’aura molto densa di mistero, probabilmente destinato a non essere mai sciolto. Affascinato dalle innumerevoli strutture megalitiche dislocate nell’intera zona che circonda il paese di Montalbano, sull’altopiano dell’Argimusco, interpretate come segni tangibili di un’antica e sconosciuta civiltà del passato, il prof. Pantano ha dedicato più di un ventennio ad osservazioni e ricognizioni sui luoghi di questo territorio scoprendo interessanti siti preistorici. Parte di queste ricerche sono confluite nel famoso saggio “Megaliti di Sicilia” del 1994.

Il senso di civiltà e le conoscenze storiche pongono lo studio di Pantano come il punto di partenza per una ricerca scientifica moderna. Tra i megaliti più caratteristici dell’Argimusco, studiati da Pantano ed a cui egli stesso ha dato un nome, spiccano: l’Orante, detta anche la Dea Neolitica, l’Aquila, i Menhir maschile e femminile, il Varco del Leone, la Bussola ed il Grande Teschio.

All'ingresso dell'altipiano megalitico si trovano i due menhir, Maschile eFemminile, due monoliti ben visibili da due diverse angolazioni che evocherebbero un legame simbolico con la fertilità e la nascita, attorno i quali, secondo il Prof. Pantano, venivano celebrati riti propiziatori della fecondità della terra e degli uomini. Sono separati da un varco che consente di osservare il sorgere del sole.

Uno dei monoliti che colpiscono maggiormente l’immaginario del visitatore, soprattutto se osservato nella luce del tramonto, è quello detto dell’Orante o anche della Dea Neolitica: si tratta di un apparente profilo di donna in atteggiamento di preghiera, delineato nella sagoma della roccia.

A sud-est della Dea Neolitica incontriamo l’Aquila, l'emblema dell' Argimusco, con funzioni di animale di scorta alle anime dei defunti nel loro viaggio verso l’aldilà. Secondo Pantano l’Aquila indicava la collocazione della necropoli, posta proprio più a sud, purtroppo profanata nel corso dei millenni.

Infine troviamo, ad est dell’Orante, il Grande Teschio, un immenso megalite che nella giornate più terse viene osservato anche dalla cittadina di Milazzo. A poche decine di metri da questa gigantesca roccia si trova la cosiddetta Bussola, pietra che punta versa il nord.

Il Prof. Pantano ha ripreso per 10 anni consecutivi la sequenza del sorgere del sole nel giorno del solstizio d’estate da un punto ben preciso, identificando nel cosiddetto Varco del Leone il megalite centrale per la sua chiave di lettura del sito megalitico.

Le rocce megalitiche e l’intero paesaggio furono scelti per praticare l’astronomia, per decifrare i movimenti degli astri, giungendo a scoprire l’alternarsi delle stagioni e fissare le basi per un pratico e utile calendario. Ciò è accaduto migliaia di anni fa in diversi luoghi della Terra.

Questo luogo atavico ben presto diventò un osservatorio astronomico naturale, e molte delle pietre in esso presenti furono lavorate per fini precisi. Un luogo che da molti è stato già definito come la “Stonehenge siciliana”.

La mattina di sabato è stata dedicata a Tindari, quale attrattore del turismo, nel suo complesso storico-artistico-religioso, per la visita agli scavi archeologici e al Santuario. Tyndaris, è stata fondata fondata come fortezza nel 396 A.C. da Dionisio di Siracusa nel territorio dell'antica città di Abakainon,, che è un vero e proprio museo a cielo aperto. La visita guidata presso il sito archeologico, che testimonia una delle ultime colonie greche di Sicilia, abitato preistorico della prima età del bronzo, è stata interessante ed esaustiva. Qui sorge l'edificio dell'Antiquarium, suddiviso in cinque sale, in cui sono esposte anche statue marmoree di personaggi togati. I nuovi coloni erano devoti ai Dioscuri, protettori della città, Castore e Polluce secondo la leggenda figli di Giove e Leda già moglie di Tindaro re di Sparta. Da qui la denominazione delle popolazioni note come Tindaridi e della città in Tindari.

Tra il susseguirsi delle vicende storiche, tra miti e leggende, tra guerre puniche, i passaggi dall'epoca romana all' epoca imperiale, quando fu eretta la Basilica, tutti i culti e i templi, quali il Tempio di Venere Ericina, sono testimoniati da ritrovamenti di statue, monete, etc.. Il Le Mura Dionigiane, una delle cinte più grandiose e meglio conservate della Sicilia, l'Agorà, le Terme, il Teatro sono i principali poli monumentali. I terremoti segnarono il declino di Tindari e dell'epoca imperiale e si attraversò quella bizantino-arabo- normanna.

Dopo tutte queste preziose “immersioni” culturali, in serata, nella sala conferenze dell'hotel riservata per l'occasione, ha avuto luogo la premiazione “Trofeo Federico Re Di Sicilia” per i primi cinque classificati assoluti:

1° equipaggio Verzera- Mirenda con AUSTIN HEALEY

2° “ Scorciapino-Ferraloro con ALFA ROMEO GIULIA SPRINT

“ Nicotra Alberto-Puglisi Santina FIAT 1500 BERLINA 46

4° “ Delconsole Ezio-Viteritti Angela LANCIA GAMMA 81

5° “ Serse Antonino-Virga Maria con ALFA ROMEO GIULIA SPIDER 89

 

La serata si è conclusa con l'omaggio del piatto ricordo della manifestazione a tutti i partecipanti e con le delizie dei nostri dolci tipici con brindisi di rito.

Domenica 4 giugno è stata dedicata alla gita a Lipari, cuore pulsante delle Eolie, alla scoperta e ri-scoperta delle bellezze naturali e...commerciali di questa perla artistico-culturale, modellata da ben 12 vulcani. Partiti con motonave privata, l'arcipelago eoliano con il suo fascino paesaggistico ha offerto uno scenario da sogno. Abbiamo piacevolmente solcato un mare favoloso che assumeva strabilianti colorazioni variabili dal verde smeraldo al turchese al blu intenso, su cui si ergono maestose scogliere e su cui poggiano calette separate l’una dall’altra da costoni di colate laviche.

Abbiamo percorso, tramite visita guidata, strade caratteristiche e popolari dell'isola, il Corso e la via Garibaldi, da cui si diramano numerosi vicoli che la rendono ancor più suggestiva, scoprendo, grazie alla guida, tradizioni, arti e usanze dell'isola. Tra questi, famosa la lavorazione della pietra pomice, roccia vulcanica, utile a molteplici usi. Questo lapillo solidificato ha una storia millenaria, e già da secoli viene utilizzato anche come uno scrub esfoliante, generalmente abbinato ad un massaggio con olio di oliva.

Al ritorno, dopo la navigazione allietata da biscottini e Malvasia e il pranzo a Portorosa, ci siamo dati appuntamento alla prossima edizione, sicuramente arricchita da altre novità titaniche.

Intanto, auguro a tutti la buona visione del video che narra le giornate vissute, grazie alle belle immagini riprese da una promettente regista, Roberta Barbagallo...ne sentirete sicuramente parlare!

Gallery !

Video !

 

Buone vacanze a tutti e...alla prossima!

 

Maria Teresa Rizzarelli Randazzo

Socia Delegata alle Public Relation

 

Joomla templates by a4joomla